• Giulia Quaranta

COME COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE CON GLI ALTRI


La comunicazione, dal latino communicatio - onis = mettere in azione, è l'insieme dei fenomeni che comportano la distribuzione di informazioni utilizzando più canali. Facciamo riferimento quindi a quella fitta rete di scambi di informazione e relazioni sociali che coinvolgono ogni essere vivente nella vita quotidiana.

Paul Grice distingue diversi elementi che concorrono a realizzare un singolo atto comunicativo:

  • Emittente: persona che avvia la comunicazione attraverso un messaggio.

  • Ricevente: colui che accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende.

  • Codice: parola parlata o scritta, immagine, tono impiegato per "trasmettere" il messaggio.

  • Canale: il mezzo di propagazione fisica del codice (onde sonore o elettromagnetiche, scrittura, bit elettronici).

  • Contesto: l'ambiente significativo all'interno del quale si sperimenta l'atto comunicativo.

  • Referente: l'oggetto della comunicazione, a cui si riferisce il messaggio.

  • Messaggio: ciò che si comunica e il modo in cui lo si fa.

Per comunicare in maniera efficace dobbiamo far comprendere all’altro la nostra idea, il nostro intento e il nostro progetto. Questo significa che dobbiamo “mettere dentro” l’interlocutore la nostra comunicazione. Per fare questo è possibile utilizzare 4 canali fondamentali.


1. Canale uditivo

Questo è quello utilizzato di più. Parliamo, la voce arriva all’orecchio dell’altro, così lui potrà elaborare l’informazione con il sistema auditivo. L’efficacia di questo tipo di comunicazione è al 20%. Significa che non è un canale molto forte per com-prendere il messaggio, anche se è il più utilizzato.


2. Canale visivo

In questo caso oltre a parlare e dirti quello che devi fare, mi accompagno con un supporto visivo. Possono essere delle slide, delle grafiche a testo che compaiono sul video, oppure una lavagna. Quando si va in azienda per proporre della formazione al management, ad esempio, possiamo portare con noi una brochure. In questo modo mentre il commerciale parla di cosa facciamo, può utilizzare un supporto sul quale sono riportate scritte, immagini, testimonianze di chi già ha lavorato con loro, etc. Il canale visivo conta il 30% della potenziale efficacia della comunicazione e se lo usiamo insieme a quello uditivo si arriva al 50%.


3. Canale interattivo

Sfruttare il canale interattivo significa fare interagire la persona con cui stiamo comunicando. Ad esempio, le si pongono delle domande attorno a ciò che si sta raccontando, si fanno emergere dubbi, entusiasmi e vissuti. In questo modo la persona si attiva emotivamente, e sarà più ricettiva a quello che stai dicendo. Se sfruttiamo, oltre ai due precedenti, anche questo terzo canale il nostro messaggio è molto più forte, arrivando così al 70% di efficacia. Ma c’è un altro canale fondamentale…


4. Canale sperimentale

Significa adoperarsi per fare sperimentare qualcosa della tua idea, prodotto o altro al tuo interlocutore. Ecco che in questo modo, unendo tutti i canali comunicativi, si potrà veicolare un messaggio in maniera molto più chiara, in questo modo l’altro può sperimentare la bontà o meno dell’attuale comunicazione. Far sperimentare ci aggiunte un altro 20% di efficacia, così si arriva ad un 90% di potenziale comunicativo.


Il 10% restante è il valore, secondo il mio punto di vista, dell’espressione emotivo-relazionale inteso come tatto.

Ferenczi scrisse: “[…] Il termine ‘tatto’ non significa affatto una concessione all’arbitrarietà del fattore soggettivo […], ma mettersi nei panni del paziente ed entrare dentro a quello che lui prova” (Correspondence, tome 3, pp. 370 e 372). Con questo canale noi possiamo evocare un’immagine di “espressione di sé in relazione con l’altro”.

La parola è l’unica materia del lavoro analitico. Certo, questo non basta per giustificare la psicoanalisi. Non c’è esperienza umana che non sia esperienza di parola.

BIBLIOGRAFIA

Ferenczi, S. (1927-1928). L’elasticità della tecnica psicoanalitica (pp. 293-303). In Id. Fondamenti della tecnica psicoanalitica, Vol. III, Ulteriori contributi (1908-1933). Psicoanalisi delle abitudini sessuali ed altri saggi. Trad. it. Rimini: Guaraldi, 1974.

Freud, S. e Ferenczi, S. (1920-1933). Correspondance Freud-Ferenczi 1920-1933, tome 3, Les années douloureuses. Paris: Calmann-Lévy, 2000.

Mancia, M. (2004). Sentire le parole. Torino: Bollati Boringhieri.

Pattaro, S. (2016). Comunicazione efficace. Via di trasmutazione interiore. Milano: Anima Edizioni.


SITOGRAFIA

https://www.psicologo-milano.it/newblog/come-comunicare-bene/


Giulia Quaranta

43 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

(+39) 349 5695080

(+39) 340 3612382

©2020 di Mkoko Psicologia