• Giulia Quaranta

IL RUOLO DELL’OSSITOCINA NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI


L’ossitocina è un ormone peptidico composto da 9 aminoacidi, prodotto dai nuclei ipotalamici, in particolare sopraottico e paraventricolare, e prodotto dalla ghiandola pituitaria posteriore (neuroipofisi).

Questo ormone gioca un ruolo centrale durante il travaglio, il parto e successivamente nel processo di allattamento. Più recentemente è stato indicato come elemento chiave nelle interazioni sociali e nelle reazioni sentimentali, da qui il soprannome di ormone dell’amore. L’ ossitocina, infatti, aumenta i comportamenti pro-sociali come altruismo, generosità ed empatia e ci porta ad essere più propensi a fidarci degli altri. Questi effetti emergono in conseguenza della soppressione dell’azione dei circuiti prefontale e cortico-limbico, con conseguente abbassamento dei freni inibitori sociali come la paura, l’ansia e lo stress.

  • L’ossitocina nella percezione dei rapporti sociali

L’ossitocina sembra essere implicata nella percezione dei volti, delle emozioni e di altre informazioni sociali. Negli ultimi anni sono stati numerosi gli studi che hanno cercato di indagare tale fenomeno. I risultati hanno dimostrato, che la somministrazione intranasale di ossitocina può aumentare il riconoscimento delle emozioni e l’attività cerebrale durante la percezione di un volto. L’ormone, quindi, sembra giocare un ruolo significativo nell’elaborazione delle informazioni interpersonali e nel mantenimento dei legami. Secondo un nuovo studio pubblicato su Science, però, in alcune situazioni sarebbe proprio l’ossitocina ad impedirci di comprendere a fondo le intenzioni non amichevoli dell’altro. Secondo i ricercatori, infatti, l’ossitocina sopprimerebbe l’attenzione per gli stimoli sociali negativi, con conseguente diminuzione della capacità di identificare l’astuzia nascosta in un volto apparentemente amichevole.

  • Ossitocina e disturbi psichici

Proprio perché l’ossitocina gioca un ruolo di grande importanza nella regolazione delle abilità sociali, è stato naturale chiedersi quale potesse essere il ruolo di quest’ormone nello sviluppo di quelle patologie che proprie nelle abilità relazionali trovano il loro principale aspetto di deficit.

Alcuni studi hanno riportato una “disfunzione nel processo dell’ossitocina” nei bambini con disturbo dello spettro autistico.

Studi sul rapporto tra ossitocina e schizofrenia hanno prodotto risultati contrastanti: le associazioni con geni legati all’ossitocina non appaiono così forti come per l’autismo. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che l’ossitocina potrebbe essere un trattamento utile per i pazienti affetti da schizofrenia, in alcuni trial sperimentali ci sono stati effetti incoraggianti sulla gravità della schizofrenia e sulla cognizione sociale.

Poiché l’ossitocina è coinvolta nelle risposte allo stress, è stato anche studiato il suo potenziale ruolo nei disturbi dell’umore e disturbi d’ansia. Ad esempio, ci sono prove che l’ossitocina possa essere coinvolta nelle risposte positive alla terapia elettroconvulsiva per la depressione resistente. Finora ci sono poche prove che l’ossitocina possa costituire un trattamento utile per l’ansia e la depressione. Lo stesso vale per i primi studi sull’ ossitocina per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo con l’idea prevalente ossessiva e il disturbo di personalità borderline con stati deliranti tipici della fase dell’innamoramento.

In conclusione, come scrive Cochran, “l‘evidenza suggerisce un ruolo dell’ossitocina nella fisiopatologia di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare quelli caratterizzati da deficit nel funzionamento sociale”. Appare chiaro che i legami fra simili e l’affiliazione non sono regolati dal caso, ma piuttosto da processi biologici stabiliti con importanti conseguenze da un punto di vista evoluzionistico. Nonostante alcuni risultati promettenti, è troppo presto per concludere che l’ossitocina possa essere un trattamento, che si possa affiancare ad un percorso di psicoterapia, nel trattamento di alcune patologie psichiatriche.

BIBLIOGRAFIA

American Psychiatric Association (APA) (2013), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, tr. it. Raffaello Cortina, Milano, 2014.

Di Nuovo – Zagara (2016). L’ossitocina: un regolatore per tutte le emozioni?. Annali Facoltà di Scienze della Formazione, vol. 15.

Fisher E. Anatomy of love. Fawcett Columbine, New York, 1992.

Unvnas-Molberg K. Oxytocin may mediate the benefit of positive social interaction and emotion. Psychoneuroendocrinol 1998, 23: 819-835.


SITOGRAFIA

https://www.stateofmind.it/2018/06/ossitocina-2/

Giulia Quaranta


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